“Vorrei partire, andare lontano da questo luogo. È una specie di limbo. Sono in attesa di disintossicarmi dal tempo, dal dolore, dal ricordo del dolore. Attendo il momento per svuotare il sacco di rifiuti con perizia e attenzione nel differenziarli per assicurarli alla certezza del macero: paure, insicurezze, orrori, cattiverie subite, cazzate fatte, ma anche maglie e pantaloni bucati, scarpe usurate, parole vuote, cellule vecchie del corpo. Sogno i miei capelli folti e la pelle della mia mano colore della cannella raccogliere appunti di viaggio: odori, volti, soli che nascono e tramontano su mari di turchese, sabbie rosse di sole e alberi neri che attendono il giorno per mostrarsi bianchi e verdi di vita. Sogno di fermarmi in pace davanti a questo vedere, sogno di pensarti e di ascoltarti di nuovo perchè tu sei anche tutto questo ora e mi parli con il suono delle onde, del vento e con il silenzio delle nuvole”.

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Foto di Raffaella Pellicciolli ©

Testo di Francesca Di Bon Pellicciolli ©

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